Categoria: Le Cinque Terre

Da Portovenere a Campiglia

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Da Piazza Bastreri si sale ripidamente costeggiando le mura del Castello Doria. Il percorso permette di volgere lo sguardo sia sulla chiesetta di San Pietro e sull’Isola Palmaria sia sul golfo spezzino. Il sentiero si inerpica raggiungendo Cava Canese, se si segue il sentiero principale occorre svoltare a destra, sui pendii rivolti verso il Golfo della Spezia fino alla strada asfaltata del Muzzerone e scendere per questa fino a Sella Derbi.

Da Sella Derbi il sentiero ricalca l’antica via provinciale (….) giunti su un tornante della strada asfaltata La Spezia Campiglia, si prosegue attraverso una pineta da dove, sulla sinistra si stacca il sentiero 11a diretto verso il mare in fondo alla Valle di Albana.

Oltrepassate alcune case, un sentierino sulla sinistra merita una breve deviazione per raggiungere un’ottima posizione panoramica sulla costa dal Tinetto allo scoglio Ferale di fronte a Schiara. Sul sentiero principale incontriamo la torre in pietra di un vecchio mulino a vento e la chiesa di S.Caterina e giungiamo infine sulla piazzetta di Campiglia

Le Cinque Terre

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Il paesaggio delle Cinque Terre, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, è inconfondibile per la notevole estensione dei terrazzamenti o “fasce”, costruiti a partire dal XII secolo, e per i cinque borghi che si annidano sulla linea tra la Punta del Mesco a Ovest e il capo di Montenero a Est. I muri a secco sono stati costruiti con massi di arenaria sapientemente sovrapposti e contengono il terreno delle piane soprastanti dove si coltivano viti e, in minor misura, olivi. Le diverse “fasce” sono collegate da lunghissime e talora ripidissime scalinate o brevi scalette, sempre rigorosamente in pietra. La fatica immane sostenuta dall’uomo appare in tutta evidenza quando i muri sovrastano direttamente il mare e si spingono a picco fin quasi sugli scogli. Si tratta di un vero monumento che raggiunge, sviluppi lineari dei muri, addirittura i 2.000 km! Un monumento fragile però, perchè insidiato dai movimenti franosi che accelerano la loro opera distruttrice a seguito dell’abbandono delle coltivazioni. In estate il verde brillante dei vigneti prevale o si alterna col bruno chiaro dell’arenaria dei muretti, in autunno il paesaggio si carica di grappoli d’oro e del rosso delle foglie pronte a cadere, in inverno le viti spoglie evidenziano la semplice, ma sapiente architettura dei terrazzamenti. Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore sono i cinque borghi, ognuno di essi è diverso e al tempo stesso uguale agli altri. Le peculiarità di questo tratto della Riviera sono valorizzate dal Parco Nazionale delle Cinque Terre recentemente istituito, ma il turismo che è diventato la prima risorsa economica, se non orientato correttamente, potrebbe contribuire al degrado di un paesaggio quasi unico.

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